Di fronte al vasto ventaglio di situazioni ambientali presenti nel nostro paese risulta davvero
difficile consigliare un'attrezzatura efficace e polivalente, anche perché
si deve tener conto delle diverse necessità di ogni singolo pescatore.
Infatti c'è chi è amante della tecnica più classica, dominata da movimenti
plastici e armonici, e chi predilige invece quella più moderna ed
essenziale.
La canna
Senza addentrarsi in problemi e disquisizioni tecniche di dubbia utilità, è
palese che i materiali preferiti per la costruzione delle canne siano oggi
il carbonio e i suoi derivati che, al confronto del bambù e della fibra di
vetro usati in passato, garantiscono caratteristiche tecniche e dinamiche di
indubbia superiorità, leggerezza e rapidità. In conseguenza di tali
importanti prerogative, le canne in carbonio possiedono un limitatissimo
"carico inerziale", consentendo l'applicazione di un lancio moderno che
fonda le sue caratteristiche basilari nell'alta velocità di esecuzione. La
lunghezza, così come il peso lanciabile, dovrà essere scelta in base ai
luoghi che si è soliti frequentare e delle tecniche più congeniali, ma per
gli amanti della mosca secca l'esperienza induce a consigliare attrezzi
compresi tra i 7'6" e gli 8'6" concepiti per code oscillanti tra il numero 4
e il 6. La canna di 7'6" troverà il suo massimo impiego nei luoghi più
stretti e infrascati, la 8'6" in quelli più ampi e liberi da ostacoli.
Acquisita una buona domestichezza di lancio, in effetti, la canna di 8' si
rivelerà il compromesso più versatile, permettendo il proprio impiego nella
pressoché totalità delle situazioni riscontrabili.
La coda
In stretto concorso alla scelta della canna, anche l'acquisto della coda
deve essere valutato attentamente. Prescindendo dalla marca, la coda dovrà
essere comunque di buona qualità; in commercio esiste una serie infinita di
tipi e modelli, capace di disorientare chiunque. La prima operazione da
compiere sarà controllare quale coda viene consigliata per la canna che si
vuole usare. Per far ciò basterà leggere le indicazioni riportate sulla
tamponatura dell'attrezzo, generalmente a fianco della marca. Qui si
troveranno le indicazioni della lunghezza della canna e della coda per la
quale l'attrezzo è stato tarato. Facciamo l'esempio dell'indicazione
seguente: 8'6" 5-6. La sigla indica una canna di 8 piedi e mezzo, adatta
all'uso di una coda del numero 5 o 6 (in genere tale valore si riferisce
all'uso di code decentrate, un particolare disegno costruttivo di largo
impiego nei paesi anglosassoni). A volte l'indicazione del numero della coda
potrà essere preceduto dalla sigla AFTMA. Come,accennato, le code vengono
prodotte secondo vari profili, doppio fuso, decentrate, shooting taper, bug
taper, e con diverse caratteristiche: galleggianti, affondanti, affondanti
di punta. In linea di massima, la scelta della coda dovrà essere orientata
tra un minimo di 4 e un massimo di 6. Molto probabilmente i negozianti
tendono a consigliare la coda di più largo consumo: una DT 5 F (doppio fuso,
numero 5, floating, cioè galleggiante). Tale acquisto è quello più corretto,
anche se si posseggono canne di produzione anglosassone o americana che
consigliano l'impiego di code 6 o 7. La differente, e più evoluta, tecnica
di lancio impiegata nel nostro paese renderà quelle canne idonee all'uso di
code di numero inferiore anche di 2-3 unità e ciò per le maggiori
sollecitazioni inerziali cui verranno sottoposte con lanci più lunghi e
veloci. Le canne di produzione italiana, invece, prendono già in
considerazione tale aspetto tecnico e si riveleranno adeguate all'impiego
della coda indicata sulla tamponatura.
Il mulinello
Oggetto di infiniti dibattiti nelle altre tecniche di pesca, nelle quali
rappresenta lo strumento forse più importante, il mulinello nella mosca non
pone particolari problemi. Sono necessarie poche caratteristiche, molto
semplici. Non dovendo assolvere al recupero del pesce, operazione che si
compie semplicemente con la mano sinistra, né tanto meno dovendo intervenire
in fase di volteggio della coda, il mulinello dovrà essere preferito per la
leggerezza, la robustezza e per il grado di finiture, con particolare
riferimento ai dettagli in grado di conservare nel modo migliore la coda. A
tale scopo, prima dell'acquisto il mulinello dovrà essere esaminato
attentamente affinché non presenti angoli vivi, sbavature del metallo o
tolleranze troppo elevate nell'accostamento delle varie parti che lo
compongono e che formano interspazi in cui potrebbe incastrarsi la coda di
topo.
Il Finale
Unito alla parte terminale della coda, il finale è un tratto di nylon di
diametro decrescente, ideale prosecuzione del profilo della coda di topo,
alla cui estremità più sottile viene legato l'artificiale. Può essere
realizzato in più sezioni di filo variamente dimensionate (finale a nodi) o
in unico trafilato (finale conico): la scelta potrebbe essere fonte di una
lunga trattazione, dato che il tipo di finale può influire sostanzialmente
sulla riuscita di un buon lancio e, più in generale, su tutta la battuta di
pesca. La sua lunghezza, che può variare da un minimo di 2 a oltre 5 m, è
direttamente influenzata dall'ampiezza degli ambienti, dalla diffidenza del
pesce e dall'abilità del pescatore. Il finale a nodi trova impiego per la
migliore capacità di distensione (soprattutto sulle corte distanze) e di
forare il vento. Viene utilizzato prevalentemente in torrente dove il
contrasto delle correnti e la velocità dell'acqua rende il pesce meno
selettivo e maggiormente aggressivo. Quello conico, al contrario, serve
laddove sia necessario un finale più morbido e silenzioso, meno violento
nella posa in acqua, quando questa è piatta e il pesce assai diffidente e
restio ad alimentarsi in superficie. Ogni finale, soprattutto nel tratto
terminale, deve essere dimensionato in relazione alla mole della mosca da
lanciare. Nel caso delle mosche da caccia, le più voluminose e montate su
ami del n. 8 o del n. 10, si può giungere a uno 0,18-0,20; impiegando
piccole imitazioni in "cul de canard" (amo dal n. 20 sino al n. 26) si può
invece scendere anche sotto lo 0,10.
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