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Conosciuta col nome dialettale di gatoss o
dormiente, questa larva si presenta come un grosso bruco, privo di zampe e
di colore bruno.
Risulta un' esca formidabile specialmente in primavera e all'inizio
dell'estate,
ed è appetita da tutti i pesci di discrete dimensioni.
Nelle correnti dei fiumi è capace di dare ottimi risultati alla passata,
con barbi e cavedani, mentre nei laghi, sempre con lenza munita di
galleggiante, costituisce un boccone di prim' ordine per il persico reale.
Oltre che riuscire gradito al palato dei pesci, il gatoss deve gran parte
della
sua attrattiva, ai continui divincolamenti che esegue una volta messo
all'amo!
I suoi convulsi movimenti perciò sono essenziali, e, al fine di non
impedirglieli, occorre innescarlo con molta cura e appena in superficie.
Osservando la larva da vicino, si nota ad una estremità la piccolissima
testa munita di tenagliette, dall'altra delle puntine carnose, seminascoste
e poste in circolo, che formano una specie di crestina.
Per l'innesco, bisogna premerlo con le dita nella zona posteriore,in modo da
far sporgere per intero la crestina e trafiggerla da parte a parte.
Non si può forarlo in nessun altro posto, altrimenti si svuota delle
interiora
e resta un involucro vuoto!
L'amo, che rimane tutto scoperto, deve essere piuttosto piccolo e di colore
scuro: un n. 13, fine, a gambo corto andrà benissimo.
Detta esca si può reperire, negozi a parte, cercando sotto i sassi poco
affondati del bagnasciuga dei torrenti collinari, con acque non inquinate.
Per la conservazione, va tenuta al fresco, in recipienti con terra umida
e foglie d'insalata o borracina.
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