Dire polenta e come dire carpa, poiché da
decenni la pesca alla regina dei ciprinidi si pratica con questo impasto,
che tanto piace anche agli uomini!
La polenta da carpa comunque, anche se l'ingrediente di base è la farina di
mais contiene qualche additivo in più di quello che serve per nostro uso
alimentare.
Ogni pescatore di carpe che si rispetti ha la sua ricetta segreta per
preparare la polenta: c'è chi aggiunge il formaggio, chi il miele, chi del
liquore dolce, chi il sangue...
Ed ognuno è certo che alla base del successo stia proprio quell'aggiunta in
più. Effettivamente se una pasta ha più sapore di un'altra, il pesce sente
la differenza, ma è cosa certa che il risultato positivo o meno dipende
prima di tutto dalla pasturazione che avremo eseguito!
E per pasturare dovremo avvalerci della medesima polenta con cui poi
pescheremo!
Per la carpa dovremo eseguire la cibatura almeno per tre giorni consecutivi;
il quarto giorno si sta inattivi, ed il quinto si inizia a pescare. Affinché
la
polenta o pasta gialla regga l'amo, conviene aggiungerci della farina
bianca,
che getteremo per prima nella pentola d'acqua bollente, fino ad ottenere una
vera e propria farinata, come quella che faceva la nonna, poi vi uniremo un
po' alla volta la farina di mais.
Quando l'impasto è diventato abbastanza
gommoso, lo si toglie dal fuoco e si fa raffreddare.
Nel frattempo si può condire la polenta con della vaniglia, e questo è
davvero consigliabile o con ogni altro additivo che emani profumi
gradevoli. In quanto all'innesco, copriremo un amo forgiato, storto,
del numero 4-5 con pallottole di pasta grosse come ciliege.
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