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Col sangue si pesca in inverno, quando il
pesce è alla ricerca di cibi sostanziosi, che gli permettano di passare
egregiamente la stagione fredda.
Superfluo dire che è un'esca da cavedano.
Non tutto il sangue va bene per la pesca; quello di agnello per esempio,
come quello degli altri ovini, è da scartare perché si lavora male.
Il sangue di maiale andrebbe bene, ma costa caro. Il più adatto dunque
risulta quello di vitello, che ci procureremo, accordandoci con qualche
macellaio. Il sangue, una volta depositato in un recipiente, si accaglia e
si separa dal siero.
Per la pesca naturalmente ci occorrono i cagli. Affinché il sangue tenga
l'amo, è necessario che la parte coagulata venga fatta scolare ed asciugare
su una fittissima
rete di settaccio, finche non si ottiene una materia abbastanza consistente
e gommosa.
I cagli che offriremo al cavedano avranno le dimensioni di un'unghia del
pollice e risulteranno molto attrattivi perché in acqua si disgregheranno
pian piano.
Il sangue è un'esca molto fragile, che richiede lanci delicati, per
l'innesco useremo ami semplici, n. 10, fini, oppure minuscole ancorette.
Si pastura durante la pesca con palle di sabbia mischiata al siero avanzato
o ad altro sangue liquido.
In certe località questa esca è vietata, per cui, prima di portarsela sul
fiume, sarà bene informarsi!
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