La legatura semplice
È il sistema più diffuso, ma anche il più facile, quindi imparare sarà alla
portata di tutti. Nel
caso fosse la prima volta che la effettuate utilizzate per provare un amo
abbastanza grosso con un filo dello 0.20; Il filo non và tagliato dalla
bobina; lo prendete e create una piccola asola facendo sbordare la fine per
circa 3-4 cm. e lo accostate all'amo che terrete con le dita della mano
sinistra.
La parte finale cominciate ad avvolgerla intorno all'amo e all'altro filo
tenendo strette le spire che dovranno esse minimo sei.
Infine quello che vi resta lo infilate nell'asola che rimane verso la curva
dell'amo e iniziate a tirare in modo da stringere il nodo che si crea.
La parte che vi rimane la tagliate il più piccolo possibile altrimenti
potreste avere dei problemi innescando le esche in particolar modo le camole
o le uova che troverebbero un ostacolo quando le calzate per poter superare
la paletta.
Questo sistema è molto usato per la sua praticità in quanto è molto veloce
da realizzare sul luogo di pesca ed inoltre non necessita di tagliare il
filo dalla bobina per realizzarlo.
La legatura complessa
Sistema molto usato anche se più complesso e laborioso ma più redditizio è
quella legatura in cui il verso della fine del terminale coincide con quella
del filo che arriva dalla montatura. In parole povere il pezzo di filo che
rimane dopo il nodo servirà per fermare le esche impedendo che possano
scivolare verso la curva dell'amo. La sua realizzazione è molto semplice ma
richiede un po' di attenzione e inoltre è forse un po' troppo laboriosa da
effettuare sul posto di pesca. Personalmente prima di ogni gara o raduno mi
preparo alcune lenze già pronte in modo da averle sempre a disposizione e
inoltre utilizzo questa legatura su ami abbastanza grossi ( del 2-4-6-8) in
quanto non ho mai avuto bisogno di provarla su ami più piccoli (10-12),
comunque se vi serve potete sempre provare.
Per iniziare prendete un amo del 2 o del 4 con un filo del 0.20 (finale
normalmente usato ad inizio gara) e tagliatene un pezzo in base a quanto
volete che sia lungo il vostro finale. In genere ne taglio circa 40 cm ma
solo la vostra esperienza vi potrà guidare man mano che ne effettuerete
alcuni.
Piegate il filo a metà ed otterrete una asola, pareggiate i due finali e
tenendo l'amo con la mano destra accostate i finali all'amo facendoli
sporgere circa un centimetro dalla paletta.
Con le dita posizionate il più possibile verso la curva prendete uno dei due
fili e iniziate ad avvolgerlo intorno all'amo facendo attenzione al fatto
che le spire avvolgano sempre i due spezzoni e che siano piuttosto tese e
ben ordinate in quanto da esse dipende la fluidità del nodo una volta
chiuso, esse devono essere circa 12 e nel limite del possibile più ne fate
meglio è.
Tenendo ben salde le spire all'amo con le dita potete iniziare a tirare i
due capi (normalmente è una operazione che si fa con i denti in quanto il
Creatore ci ha fornito di sole due mani). Fate attenzione perché uno lo
potete tirare per molto mentre l'altro lo tirerete al massimo un paio di
centimetri, quindi consiglio di tirare dolcemente e se sentite una forzatura
cambiate finale e tirate l'altro.
Alla fine andranno tirati tutti e due insieme in modo da creare una legatura
uniforme intorno al filo.
Ora accorciate il filo più corto e lasciatelo avanzare circa un centimetro o
anche meno, esso servirà a bloccare le esche impedendone il movimento
sull'amo. Alcuni pescatori utilizzano dello smalto da unghie trasparente,
che applicato sulla legatura facilita l'innesco in quanto rende più omogeneo
il nodo.
Volendo si può inserire nel nodo, durante la sua realizzazione, un crine di
cavallo esso data la sua rigidità superiore a quella del filo contribuirà
notevolmente a frenare l'esca.
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